Generazione Anni 90

Benvenuto negli anni 90, dove i ricordi diventano emozioni

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Videogames




Gli anni 90 sono stati la rivoluzione per il mondo dei videogiochi con la diffusione sempre più massiccia delle console nelle case dei ragazzi.
I giocatori si dividono tra Nintendo e Sega, scegliendo tra SuperMario e Sonic. Non bisognava essere dei NERD per divertirsi, la diffusione delle cartucce e la semplicità di utilizzo, favorirono in pochissimo tempo la vendita tra gli adolescenti.

Fu in quegli anni che iniziarono alcune saghe che ancora oggi fanno divertire i ragazzi e non solo, come ad esempio: SuperMario, Warcraft, Final Fantasy, Street Fighter, Pokemon, Zelda, Fifa, Pro Evolution Soccer, Gran Turismo,Fallout.

wolfestein3d

Con le nuove console, si passò dai giochi 2d ai giochi 3d (pseudo 3d), con grafica migliore, più potenza e velocità maggiore. Come non dimenticare i tempi d’attesa degli anni 80 azzerati con l’avvento delle cartucce(qualcuno sta ancora caricando la cassetta del Commodore VIC20 e Amiga500). Fu così che iniziarono a diffondersi le prime versioni dei sparatutto in 3d, ancora di moda oggi (Wolf3d, Doom) o i primi giochi gestionali, e di simulazione. Ci immedesimavamo in Dio, Giulio Cesare o Napoleone nelle prime versioni di Sim City e Civilization.


Fino alla metà degli Anni 90, due grandi società si divisero il mercato videoludico, la Sega e la Nintendo. Sega cercò di conquistare il mercato con il suo testimonial Sonic, un simpatico riccio blu superveloce, protagonista dei suoi successi maggiori. Grazie ai giochi con Sonic protagonista e alla console Sega Mega Drive, l’industria giapponese riuscì a conquistare il mercato nord-americano e a resistere agli attacchi della Nintendo.
Fu cosi che Sega si affermò molto in Italia, anche grazie ad una massiccia campagna pubblicitaria fatta prima da due top player degli anni 90, Zenga e Mancini e successivamente dall’attore Jerry Cala, che ne favorirono la diffusione, mentre il Nintendo conquistò in gran parte il mercato asiatico, fino al 1992 quando con l’importazione dall’Europa iniziò ad aumentare il proprio bacino di vendita in Italia.

La risposta della Nintendo non tardò ad arrivare. Il rivale di Sonic fu Mario Bros, un simpatico idraulico in tuta blu, il cappello rosso e i baffi già presente negli anni 80, che tornò protagonista con il nuovo gioco  Super Mario World, titolo di lancio della nuova Super Nintendo. Questo fece si che la nuova console prendesse sempre più spazio nelle case dei videogiocatori.
E’ in quegli anni che nascono giochi che hanno fatto la storia, come KickOff, Sensible of Soccer, Wolf 3d, Doom, Scudetto ,i progenitori degli attuali Fifa, Pes e sparatutto.


sonicvsmario

Il mercato dei videogames stava passando sempre di più da un fenomeno di nicchia a una vera moda.
Il boom si ebbe quando Sony lanciò nel 1994 la Psx (Play Sation Xperimental), una delle prima console di gioco a Cd -rom. Grazie ad una tecnologia impressionante a 32 bit e un grande budget, Sony cambiò radicalmente il modo di giocare. La nuova console Sony, chiamata da tutti Play Station, grazie al suo processore e al lettore cd-rom, non veniva utilizzata solo per momenti di gioco, ma anche come lettore musicale e di film, sempre in supporto cd-rom. Questo fece si che la così detta Play ,in pochi mesi, surclassò di gran lunga le concorrenti e riuscì nel 1999 con la nuova console, la Play Station 2. Nintendo e Sega provarono a rispondere rispettivamente con Nintendo N64 con tecnologia a 64bit e Sega Saturn a 32 bit , ma ormai il divario era troppo grande. Anche se lo stesso videogioco usciva su piattaforme differenti, la diffusione dei CD favorì Sony.


La generazione di quel decennio, sopratutto i ragazzi, non erano indecisi solo tra quale console avere a casa, ma anche su quale videogioco portarsi ovunque nella tasca dei jeans. La rivalità infatti non era solo per le grandi console ma anche per quelle più piccole o meglio chiamate i videogiochi tascabili.
La Nintendo aveva il Game Boy, vero successo del decennio, la Sega creò il Game Gear ma quest’ultimo fu considerato un flop commerciale per le scarse performance. Scomparirono così i giochi elettronici, come i videogames Tiger Eelectronics, ormai superati dalle nuove tecnologie, dato che le cartucce permettevano di portarsi dietro più giochi mentre i Tiger no essendo monogioco.


L’ultimo gioco elettronico che ebbe successo fu il Tamagotchi, prodotto sempre da Nintendo, che nel 1996 partì dall’oriente per diffondersi a macchia d’olio. Una mini console, dove l’unico scopo era accudire un animaletto digitale. Su un successo clamoroso, anche inaspettato, che cambiò il modo di giocare di alcune persone, senza distinzioni di sesso ed età.

Discorso diverso era per i PC, come i vecchi 386 e 486. Quando si comprava un nuovo gioco non si sapeva mai se il nostro computer lo supportava oppure no, per installarlo ed utilizzarlo si usava il nostalgico Dos e per giocare si usavano i tasti della tastiera o i grandi joystick a leva.
Per chi invece non poteva permettersi una console a casa, c’erano le sala giochi, locali quasi scomparsi con gli anni, che nello stesso tempo ti facevano arrabbiare e divertire con l’utilizzo di un semplice gettone. C’era chi saliva al comando di una macchina, chi si metteva alla guida di un motorino per consegnare le pizze o chi prendeva la mira per fare esplodere le palline colorate dei simpatici draghetti di Puzzle Bobble, tutti con un obiettivo, fare il record!


Per i giocatori più calmi e senza spirito avventuriero c’era sempre il caro amico Solitario o il Campo Minato che ci faceva imprecare ogni volta che cliccavamo sulla bomba. Molti players ancora oggi vanno alla ricerca dei giochi più vecchi, che siano giocabili da Browser o venduti in simpatiche confezioni, le famose Collection.